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RAPPORTI COMMERCIALI BILATERALI ITALIA-AUSTRIA

(fonte dati: Statistik Austria, OeNB, ISTAT limitatamente ai settori merceologici)


Commercio estero austriaco

Gli ultimi dati pubblicati relativi all’andamento del commercio austriaco nei primi 6 mesi del 2013 mostrano, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, un lieve aumento delle esportazioni, pari all’1,1% (62,3 miliardi di € rispetto ai 61,6 miliardi del periodo gennaio-giugno 2012) e un calo delle importazioni del 3,5% (63,7 mld € contro 66 mld €). Il saldo tradizionalmente negativo della bilancia commerciale austriaca si è pertanto ridotto da 4,39 mld € (nei primi sei mesi del 2012) a 1,44 mld di € nello stesso periodo del 2013.

Nel periodo di riferimento le esportazioni verso i Paesi dell’Europa a 27, pari a 42,4 mld di €, sono diminuite dello 0,3%, mentre le importazioni hanno registrato una diminuzione del 3,2%, da 46,7 mld € a 45,2 mld €.

Tra i Paesi UE, principali partner commerciali dell’Austria sono, tradizionalmente, la Germania (imp. €-3,8%, esp. -1,0%), l’Italia (imp.-5,3%, esp. -8,2%) e la Francia (imp. -3,3%, esp. +10,9%).


Graduatoria dei principali paesi destinatari dei prodotti austriaci:

1 Germania 18,8 mld€ (-1,0%)
2 Italia 4,1 mld € (-8,2%)
3 USA 3,5 mld € (+3,8%)
4 Svizzera 3,2mld (+7,8%)
5 Francia 2,9 mld (+10,9%)

Graduatoria dei principali paesi fornitori:

1 Germania 23,8 mld (-3,8%)
2 Italia 3,9 mld (-5,3%)
3 Svizzera 3,3 mld (-0,2%)
4 Cina 3,2 mld (+0,1%)
5 Repubblica Ceca 2,5 mld (+6,9%)


Interscambio

L’Italia è il 2° partner commerciale dell’Austria, dopo la Germania, sia come Paese acquirente che come Paese fornitore. Nel 2012 l’interscambio è stato pari a 16,7 mld, mentre i primi 6 mesi del 2013 hanno registrato importazioni dall’Italia per 3,9 mld (-5,3%) ed esportazioni verso l’Italia pari a 4,1 mld € (-8,2%). Nel corso dei citati 6 mesi vi è quindi stata una sensibile contrazione delle esportazioni austriache verso il nostro Paese mentre le esportazioni italiane dirette in Austria sono diminuite in percentuale minore. Le difficoltà economiche che sta attraversando l’Italia ed il rallentamento della crescita registrato dall’economia austriaca nel 2012 e nella prima parte del 2013 hanno certamente influenzato i flussi commerciali bilaterali che, peraltro, mantengono un potenziale inalterato. Negli ultimi anni il saldo della bilancia commerciale è stato sempre positivo per l’Austria.

Le esportazioni italiane verso l’Austria risultano piuttosto diversificate con, al primo posto, la voce “macchinari, autoveicoli e loro parti”, che nel 2012 ha rappresentato il 14,9% del totale degli acquisti austriaci dall’Italia, seguita dai prodotti della metallurgia (10,8%) e i prodotti alimentari (8,2%).
Fra le importazioni italiane dall’Austria si segnalano in primo luogo i prodotti della metallurgia che nel 2012 hanno inciso per il 12,1% sul totale dell’export, seguiti dai prodotti delle miniere e delle cave (11,4%), i prodotti alimentari (10,2%), il legno ed i prodotti in legno (9,7%).


Investimenti diretti (flussi)

Nonostante la crisi economica in corso, l’Italia nel 2011 (con 9,7 miliardi di Euro, dati non definitivi) è risultato primo investitore estero in Austria. Nel 2012 (0,5 miliardi – dati provvisori) si è collocato al quarto posto nella graduatoria (dopo Germania, Russia e Paesi Bassi).

Non altrettanto rilevanti sono stati i flussi di investimenti austriaci in Italia negli anni passati. Tuttavia, secondo i dati provvisori, l’Italia nel 2012 è riuscita a collocarsi al sesto posto nella graduatoria dei principali paesi destinatari degli IDE austriaci (con 830 milioni di Euro di investimenti).

Per quanto riguarda gli stock di investimenti, nel 2010 (dati definitivi) l’Italia è, dopo la Germania, al secondo posto, posizione che il nostro Paese è riuscito a mantenere (secondo i dati provvisori) anche nel 2011 e 2012, con uno stock di investimenti pari 17,9 mld di euro nel 2011 (circa il 20% di tutti gli IDE in Austria) e 17,3 mld di euro l’anno scorso (circa il 14% di tutti gli investimenti).

Il 57% degli investimenti austriaci in Italia riguarda il settore dei servizi, soprattutto il settore finanziario. Lo stesso vale per gli investimenti italiani in Austria.

Nel rimandare al sito www.infomercatiesteri.it per un’analisi più approfondita dei dati economici austriaci e dei rapporti economici tra i due Paesi, va certamente sottolineato come l’integrazione economica tra Italia ed Austria sia molto forte ed i flussi commerciali sostanzialmente complementari, con semilavorati e materie prima che rappresentano le principali esportazioni austriache in Italia e macchinari e prodotti finiti che invece sono le voci merceologiche più rilevanti per le esportazioni italiane in Austria.

L’auspicata ripresa economica, che molti esperti prevedono per i prossimi mesi, potrebbe concretizzare il forte potenziale di sviluppo dei flussi commerciali e di investimento tra i due Paesi tuttora esistente e che risente, in senso positivo, oltre che dell’accennata compatibilità produttiva e merceologica, anche di affinità storico-culturali di sicura rilevanza.

Un cenno merita infine il forte flusso di investimenti italiani in Austria. Si tratta di un fenomeno che – al di là delle grandi acquisizioni nel settore bancario - si è manifestato in maniera crescente negli ultimi anni a causa di molteplici fattori, tra i quali: necessità per le PMI italiane di trovare nuovi mercati sia di investimento che di commercializzazione per far fronte alla contrazione della domanda interna, alta produttività del lavoro e stabilità politica e finanziaria del Paese, vicinanza geografica e ruolo dell’Austria quale porta verso l’Europa Centrale (ancora svolto da questo Paese nonostante l’allargamento dell’UE), importanti incentivi fiscali ed amministrativi assicurati dai Länder Austriaci agli investitori esteri, etc.
Oggi le aziende italiane sono presenti in Austria in tutti i settori economici ed, in molti casi, con ruoli di assoluto primo piano.